| 22 - 23 aprile 2008 Un regista “inesorabile”: omaggio a Fritz Lang Cinema Trevi Cineteca Nazionale, Roma Programma Martedì 22 aprile ore 16.30 Harakiri (1919) Regia: Fritz Lang; soggetto: da “Madame Butterfly” di John Long e David Belasco; sceneggiatura: Max Jungk; fotografia: Max Fassbender; scenografia: Heinrich Umlauff; interpreti: Paul Biensfeldt, Lil Dagover, Georg John, Meinhardt Maur, Rudolf Lettinger, Erner Hübsch; origine: Germania; produzione: Decla Bioscop; durata: 85' (18fps); didasc. italiane Copia restaurata proveniente dalla Cineteca di Bologna Quarto film realizzato da Lang (e secondo superstite), Harakiri è stato considerato a lungo perduto, fino al recente ritrovamento di una copia presso il Nederlands Filmmuseum. Ad un primo restauro, per alcuni versi lacunoso, ne è seguito un secondo, realizzato dalla Cineteca di Bologna con tecniche più sofisticate, che ha restituito tutto il suo fascino a un’opera da subito acclamata come tra le migliori prove giovanili di Lang. Traendo ispirazione dalla storia di Madame Butterfly, all’epoca spesso rivisitata sul grande schermo, il regista riesce ad esplorare alcuni dei temi che lo accompagneranno per tutta la sua carriera, primi fra tutti il rapporto tra colpa e punizione e l’ineluttabilità del destino. Una rarità assolutamente da riscoprire nella versione restaurata, presentata a Roma per la prima volta. ore 18.10 Spione (L’inafferrabile, 1928) Regia: Fritz Lang; soggetto e sceneggiatura: Thea von Harbou, Fritz Lang; fotografia: Fritz Arno Wagner; musica: Werner R. Heymann; direzione artistica: Otto Hunte, Karl Vollbrecht; interpreti: Rudolf Klein-Rogge, Gerda Maurus, Lien Deyers, Louis Ralph, Craighall Sherry, Willy Fritsch; origine: Germania; produzione: Fritz Lang Film, UFA; durata: 100’(20fps); didasc. inglesi; 16mm Copia proveniente dalla Cineteca Griffith Dopo la prima guerra mondiale, il falso paralitico Haghi guida un'organizzazione spionistica internazionale specializzata nell’impadronirsi di documenti segreti. Tra le spie c'è la bella Sonja, che s'innamora dell'agente britannico 326 e finisce per aiutarlo a scampare a un attentato e a sconfiggere il perfido Haghi. Dopo Metropolis, il regista sembra tornare ai temi del Mabuse, come dimostra la figura del protagonista e la trascinante cadenza narrativa tipica del feuilleton e dei romanzi pulp. Grazie a un’abilità registica con pochi eguali e una serie di invenzioni memorabili, il film ha anche il merito di anticipare molte idee e situazioni che in seguito diventeranno i pilastri del genere spionistico. Indimenticabile la sequenza finale. ore 20.00 M (M - Il mostro di Düsseldorf, 1931) Regia: Fritz Lang; soggetto e sceneggiatura: Thea von Harbou, Fritz Lang; fotografia: Fritz Arno Wagner; musica: tratta dal “Peer Gynt” di Edvard Grieg; montaggio: Paul Falkenberg; interpreti: Peter Lorre, Otto Wernicke, Gustaf Gründgens, Ellen Widmann, Paul Kemp, Theo Lingen; origine: Germania; produzione: Nero-Film AG; durata: 100’; v.o.; sott. it Copia proveniente dalla Cineteca Italiana di Milano Terrorizzata da un maniaco che violenta e uccide bambine, l’intera città si mobilita alla ricerca del mostro, finché le forze dell’ordine si ritrovano a collaborare con la gente comune e la malavita: la caccia darà i suoi frutti ma l’epilogo sembra volgere in tragedia. Primo film sonoro di Lang, M è considerato a buon diritto uno dei suoi capolavori, sorretto da un’interpretazione magistrale di Peter Lorre nei panni di uno dei primi serial killer della storia del cinema. «Forte rivendicazione dell’inviolabilità della libertà umana, per quanto mostruoso ne possa essere il depositario, M è anche un magistrale esercizio di stile, un modello assoluto di regia considerata come un’equazione tra tutti gli elementi costitutivi del film. Il minimo particolare è pieno di significato, le inquadrature si intersecano, secondo un ordine infallibile, come le linee di forza di un campo magnetico» (Claude Beylie). ore 22.00 The Return of Frank James (Il vendicatore di Jess il bandito, 1940) Regia: Fritz Lang; soggetto e sceneggiatura: Sam Hellman; fotografia: George Barnes; musica: David Buttolph, Charles Henderson, Herbert W. Spencer; montaggio: Walter Thompson; interpreti: Henry Fonda, Gene Tierney, Jackie Cooper, Henry Hull, John Carradine, J. Edward Bromberg: origine: Usa; produzione: Twentieth Century-Fox Film Corporation; durata: 92’; v.o.; sott. it; 16mm Prima opera a colori e primo western per Fritz Lang, il film è una sorta di sequel di Jess il bandito di Henry King, di cui riprende l’azione dopo la morte del protagonista: quando i responsabili dell’uccisione di Jesse vengono graziati, infatti, il fratello di quest’ultimo, Frank, decide di vendicarsi, inseguendoli ovunque insieme a un giovanissimo compagno. Lang raccoglie la sfida di Hollywood e si confronta con il genere americano per eccellenza, disimpegnandosi con classe: anche grazie a un cast d’eccezione, in cui primeggiano Henry Fonda e una giovane Gene Tierney (al suo esordio assoluto), The Return of Frank James è un western credibile e appassionante, capace di una riflessione non banale sui retroscena storici e politici legati all’epopea del west. Pellicola rarissima, da non perdere per i cultori del regista. Mercoledì 23 aprile ore 16.00 Cloak and Dagger (Maschere e pugnali, 1946) Regia: Fritz Lang; soggetto: Boris Ingster e John Larkin, dal romanzo di Corey Ford e Alastair MacBain; sceneggiatura: Ring Lardner Jr., Albert Maltz; fotografia: Sol Polito; musica: Max Steiner; montaggio: Christian Nyby; interpreti: Gary Cooper, Lilli Palmer, Robert Alda, Vladimir Sokoloff, J. Edward Bromberg, Marjorie Hoshelle; origine: Usa; produzione: Warner Bros; durata: 106’ Copia proveniente dalla Cineteca Griffith Quando ormai la seconda guerra mondiale volge al termine, i servizi segreti americani inviano in Svizzera uno scienziato, Alvah Jesper, per raccogliere informazioni sulle ricerche del Terzo Reich sulla bomba atomica. Jesper fa la conoscenza di un collega italiano, costretto a lavorare per i nazisti che gli hanno rapito la figlia: aiutati dai partigiani, i due scienziati riusciranno a salvare la ragazza e a riparare nell’Italia liberata. Ultimo dei film antinazisti del regista (dopo Man Hunt, Hangman Also Die e Ministry of Fear) Cloak and Dagger rimane un gioiello di suspense e di precisione registica, affidato per di più al carisma dell’interpretazione di un Gary Cooper ai vertici della carriera. Il finale previsto originariamente, in cui il protagonista fa una violenta requisitoria contro l’incubo dell’atomica, venne censurato dalla Warner Bros, visto il clima politico che di lì a poco avrebbe condotto alla guerra fredda. ore 18.00 House by the River (Bassa marea, 1950) Regia: Fritz Lang; soggetto: dal romanzo “House by the River” di A.P. Herbert; sceneggiatura: Mel Dinelli; fotografia: Edward Cronjager; musica: George Antheil; montaggio: Arthur Hilton; interpreti: Louis Hayward, Jane Wyatt, Lee Bowman, Dorothy Patrick, Ann Shoemaker, Jody Gilbert; origine: Usa; produzione: Republic Pictures; durata: 88’; 16mm Copia proveniente dalla Cineteca Sarda Uno scrittore fallito strangola la sua domestica, colpevole di aver respinto le sue avances sessuali: tenterà di far cadere i sospetti sul fratello, che lo aveva aiutato a nascondere il cadavere, ma non saprà resistere alla tentazione di utilizzare la storia per scrivere finalmente un libro di successo. Grazie alla produzione a basso costo dell’indipendente Republic, Lang riesce a girare in piena libertà uno dei suoi noir migliori, claustrofobico e notturno, in cui sono dispiegate con una forza notevole le sue ossessioni sul sesso e sulla colpevolezza, sulla violenza e le contraddizioni dell’animo umano. ore 19.40 The Blue Gardenia (Gardenia Blu, 1953) Regia: Fritz Lang; soggetto: Vera Caspary dal suo racconto “Gardenia”; sceneggiatura: Charles Hoffman; fotografia: Nicholas Musuraca; musica: Raoul Kraushaar; montaggio: Edward Mann; interpreti: Anne Baxter, Richard Conte, Ann Sothern, Raymond Burr, Jeff Donnell, Richard Erdman; origine: Usa; produzione: Warner Bros; durata: 90’ Da poco lasciata dal fidanzato, una telefonista si reca a un appuntamento con un famoso disegnatore. Dopo essersi ubriacata e averne respinto le avance, la donna perde i sensi, ma la mattina dopo scopre che l’uomo è stato ucciso. Convinta in un primo momento di essere lei stessa l’assassina, sarà aiutata da un intraprendente giornalista a risolvere il mistero. Dopo un periodo di disoccupazione dovuto al Maccartismo, che lo aveva inserito nella lista nera come “comunista potenziale”, Lang torna al lavoro con quello che sulla carta doveva essere un piccolo film commerciale, ma che nelle sue mani diventa un noir di altissimo livello, teso e ben scritto, girato con uno stile inconfondibile. Notevole la fotografia di Nicholas Musuraca, preso in prestito dalla RKO, mentre la canzone “Gardenia Blu” è cantata da Nat “King” Cole, che appare anche in un cameo. ore 21.20 Incontro con Vieri Razzini a seguire The Woman in the Window (La donna del ritratto, 1944) Regia: Fritz Lang; soggetto: dal romanzo “Once off Guard” di J.H. Wallis; sceneggiatura: Nunnally Johnson; fotografia: Milton R. Krasner; musica: Arthur Lang; montaggio: Gene Fowler Jr; interpreti: Edward G. Robinson, Joan Bennett, Edmond Breon, Raymond Massey, Dan Duryea, Frank Dawson; origine: Usa; produzione: Christie Co. International Pictures, RKO Radio; durata: 99’; v.o.; sott. it Copia proveniente dalla Lab80 Partita la famiglia per le vacanze, un tranquillo professore di criminologia si imbatte per caso in una donna bellissima, il cui ritratto, ammirato nella vetrina di un negozio, aveva copito la sua fantasia. Quella che sembra essere una banale avventura, però, si trasforma presto in un incubo fatto di misteri e delitti. Un classico del noir di tutti i tempi, sospeso tra realismo e suggestioni oniriche, in cui il regista viennese torna ancora una volta a interrogarsi sul labile confine che separa innocenza e colpevolezza, svelando l’ipocrisia nascosta dietro la maschera della rispettabilità borghese. Straordinario il cast, con Robinson e la Bennett in testa, e decisivo l’apporto creativo di alcuni grandi nomi di Hollywood, come Nunnally Johnson per la sceneggiatura e Milton Krasner per la fotografia. |