28 febbraio 2008
A proposito di Jean Vigo
Cinema Trevi - Cineteca Nazionale, Roma

Il 5 ottobre del 1934, a soli 29 anni, Jean Vigo muore a Parigi lasciandosi alle spalle quattro film, uno più breve dell’altro, realizzati in cinque anni: ignorato dall’industria del cinema dell’epoca, censurato dalle autorità per “spirito anti-francese”, incompreso dal grande pubblico, il regista sarà rivalutato solo nell’immediato dopoguerra come prima, eclatante figura di cineasta indipendente, punto di riferimento per tutte le “nuove onde” del cinema a venire. Figlio dell’anarchico Eugène Bonaventure de Vigo, nel 1917 vede il padre rinchiuso in carcere per le sue idee politiche: sarà trovato morto misteriosamente prima dell’inizio del processo. Questa esperienza contribuirà a forgiare il carattere ribelle e iconoclasta di Vigo, poi esasperato dagli anni del collegio a Millau (narrati in Zéro de conduite) e da una salute cagionevole che lo perseguiterà fin da giovanissimo. Se À propos de Nice si inserisce nella strada maestra dell’avanguardia storica, è difficile classificare i suoi film successivi, frutto di un approccio al cinema libero e visionario, ingenuo e dissacrante al tempo stesso, sospeso tra sogno e realtà. L’Atalante, suo canto del cigno e suo unico, vero lungometraggio, verrà concluso poco prima della morte, ma già basterebbe da solo a giustificare quell’alone di leggenda che a tutt’oggi circonda il suo autore. L’integrale di Vigo è promossa in collaborazione col Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale. Un ringraziamento particolare va alle cineteche Griffith, Cinemazero e alla Cineteca Italiana.